Pensieri a caso di un’Au Pair

Scrissi questo articolo molto tempo fa, quando ero ancora un’au pair, lo avevo pubblicato solo in inglese, ma non ebbi ma il tempo di tradurlo. Oggi mi sono finalmente dedicata alla traduzione:

Recentemente ho avuto l’impressione che il mio report mensile non sia sufficiente a spiegare i sentimenti che prova un’au pair. Molte persone continuano a chiedermi se è difficile trovare amici, di quanto tempo ho avuto bisogno per adattarmi alla nuova vita, ecc.
Da quando sono arrivata qua ho provato non solo molte cose nuove, ma anche emozioni. Sia positive che negative. tumblr_lbotzpZ8Ec1qdsyuro1_500_thumb
Se vuoi essere un au’pair devi essere pronto a dare il meglio di te, a superare i tuoi limiti.
E questo è quello che ho fatto e sto facendo! Se qualcuno mi avesse mai detto che avrei fatto tutte queste cose, lo avrei guardato e gli avrei detto: “Ma stai bene? Questo non succederà mai! “

Ho sempre dubitato delle mie capacità e prima di partire avevo un sacco di pensieri: sarò in grado di guidare? Sarò in grado di fare amicizia? Sarò in grado di essere una brava au pair? Sarò in grado di crearmi una nuova vita?
Perché ho dubitato così tanto? Perché la gente ama criticare, e probabilmente io prendo le critiche troppo seriamente. Una delle cose che ho imparato è: credi in te stesso e lotta per i tuoi sogni.

Il mio ex ha sempre criticato il mio modo di guidare ed era davvero estenuante. Adesso vorrei guardarlo negli occhi e dirgli: “strozzati con le tue critiche. Ho guidato per un inverno intero con strade in pessime condizioni e, settimanalmente, guido il doppio di te. Mai avuto una multa e nessuno che si lamenta.”
Può sembrare una cosa ridicola, ma ogni volta che mi siedo sul mio sedile, mi sento orgogliosa di non averlo ascoltato. Molte au pair hanno paura di guidare. Lo ero anche io, ma indovina? Fattene una ragione! Se non riesci a guidare una macchina come puoi pensare di guidare la tua vita?Live-Life-Like-You-Drive-Your-Car

Parliamo della vita sociale. In generale non mi fido delle persone e sono molto introversa. Ho problemi a fare amicizia, ma da quando mi sono trasferita qui ho fatto del mio meglio per essere più aperta. E’ stato davvero difficile, ma ritengo abbia funzionato. Ora ho un sacco di buoni amici di cui mi fido, mi piace uscirci assieme, mi piace parlarci e tutti pensano siano sia una brava persona che una buona amica. Alcuni di loro mi hanno rivelato alcuni dei loro sentimenti e pensieri più intimi ​​e, sinceramente, non mi sarei mai aspettata che qualcosa di simile sarebbe potuto accadere. Per quale motivo degli sconosciuti dovrebbero confessarmi qualcosa di così personale? Perché, spero, abbiano visto in me qualcosa di speciale e il fatto che mi trattino come un vero amico mi fa sentire davvero soddisfatta.be-the-best-version-of-you
Altri, addirittura, mi hanno detto che sono stupiti dal coraggio di voler cambiare la mia vita così drasticamente, dal mio spirito, dal mio atteggiamento … Vedere la gente che mi guarda con tanta ammirazione mi rende orgogliosa.

Tuttavia, devo dire, che creare e far parte di un gruppo è davvero difficile. Nella mia zona ci sono poche au pair e quelle su cui posso davvero contare sono 3/4. Non importa di che nazionalità siano, ci sono solo persone che ti piacciono e persone che non ti piacciono. Con gli americani è ancora più difficile, per il semplice fatto che tu non appartieni a quel posto e a quella cultura. Nonostante tutto ho lavorato duramente, e quando ricevo un messaggio per fare qualcosa insieme o un invito a una festa mi riempio di gioia. Tutti gli sforzi fatti per mostrare il meglio di me sono serviti a qualcosa!

Adattarsi alla nuova vita all’inizio è stato molto difficile, poichè il mio corpo ha reagito piuttosto molto male al cambiamento. Ho avuto spesso mal di stomaco, ero gonfia, avevo sempre fame, i miei capelli erano un disastro e il mio ciclo era sempre a caso e non arriva mai per tempo. Per risolvere questa situazione ho riniziato la pillola contracettiva e per fortuna tutti gli ormoni sono tornati al loro posto. Dopo mesi di sofferenza, sono tornato alla normalità, tranne per il fatto che ero ingrassata di 10kg e non c’è stato modo di perderli. Ho provato di tutto, ma ogni volta che mi guardo allo specchio vorrei piangere. Questa è l’unica cosa che mi rende depressa e spero, un giorno, di trovare una soluzione per tornare come ero prima.Weighing scales
Per quanto riguarda invece adattarsi alla nuova famiglia e alla loro routine, tutto è andato per il meglio, e senza troppi problemi, perchè sono fantastici. Arrivo da terribili esperienze lavorative e la situazione a casa non era delle migliori. Qua mi sento in paradiso! Nessuno che urla, nessun capo pervertito, nessun genitore che litiga, si insulta, nessun fratello viziato che viene da me solo per i soldi, nessun genitore che mi minaccia di sbattermi fuori di casa e dice sempre che sono un stronza ingrata, niente bugie e critiche su ogni singola scelta che faccio.

Quello che mi manca però, sono i miei amici, quelli che mi capiscono, mi sostengono e mi fanno ridere. Uno di loro è venuto a trovarmi quest’inverno e mi ha detto: “tu e la tua faccia da culo, ecco cosa mi manca!” Già, anche a me.
Non è facile essere una faccia da culo di successo e/o una persona simpatica in inglese. Esprimersi usando le parole giuste in un’altra lingua è una delle cose più difficili.

Anche creare un buon rapporto con qualcuno è veramente dura. Quando sono partita stavo benissimo, ma di recente, parlando con un amico, è venuto fuori che, a volte, si ha bisogno di qualcuno che sia più di un amico, per condividere sentimenti o momenti intimi della tua vita.
Già non è normalmente facile trovare la persona giusta per se stessi, in un altro paese è ancora più difficile. Immagino che il senso di solitudine faccia parte della vita da au pair.
Come supero questa spiacevole sensazione? Semplicemente viaggiando. Ciò che mi rigenera è un buon viaggio. Partire, cambiare aria, vedere cose nuove, fare nuove esperienze mi fa tornare piena di energia e mi fa rendere conto che sto bene come sono.
Dopo i primi mesi la mia vita è come un circolo vizioso che si può riassumere in questo modo: felicità – solitudine – viaggio.tumblr_m9qnsiVCvO1r6bsw8o1_500

Essere un au pair è un’esperienza che cambia sia te che la tua vita in tanti modi diversi.
Sto dando il meglio di me e afferro ogni occasione che mi si presenta, provo nuove cose, realizzo i miei sogni.download
Sono andato al concerto della mia band preferita, ho imparato a fare snowboard, ho iniziato a correre, ho dormito a casa di estranei, ho bevuto una birra, ho viaggiato senza i miei amici ma con degli sconosciuti, sono uscita con persone conosciute sul web, ho contattato persone del couchsurfing, di tinder e di fb, ho scoperto che essere vegetariani è bello, sono andato ad un balletto in un posto chic, ho fatto nuove amicizie, ho litigato, (in inglese) con persone che non sopportavo, sono andata a ballare, ho vissuto un sacco di tradizioni americane grazie alla mia host family, ho fatto cose che è meglio non scrivere su internet, ecc …
E non è finita … posso allungare la mia “to do list” ogni giorno, ma molte delle cose più importanti hanno già una riga sopra…

Tutto questo e molto di più sono parte della vita da au pair. La mia vita.

La vostra Au Pair
Susa

2 pensieri su “Pensieri a caso di un’Au Pair

  1. Matteo ha detto:

    Ciao Susa sono un ragazzo che vorrebbe emigrare all’estero in cerca di un lavoro migliore rispetto in italia. Ho 30 anni e sono laureato in geologia. Sto valutando se intraprendere un breve periodo come AuPair a Londra (max 12 mesi), non ho mai fatto esperienze di questo tipo. Sono anche io una persona molto introversa non ho letto molte esperienze a riguardo. Mi consigli di farlo? Lo faccio sopratutto per imparare l’inglese e per fare nuove amicizie.

    Ciao 🙂 .

    • Chalk & Cheese ha detto:

      Se non ti piace stare con i bambini non ha senso fare l’au pair, sopratutto perché passerai buona parte della giornata con loro. A Londra non ci sono regolamenti, quindi se ti piacciono i bambini e non hai solo esperienza sta alla famiglia scegliere se va bene lo stesso facendoti magari un colloquio via Skype. Se non valuta magari un lavoro nel periodo estivo.

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