Le prime difficoltà

Eccoci con il secondo post che avete votato come più interessante e sul quale volete avere qualche approfondimento: le nostre difficoltà all’inizio e come rapportarsi con la famiglia.

SUSA
Come ben sapete mi occupo di due kids di 5 e 8 anni.
Le prime difficoltà che ho riscontrato una volta arrivata in famiglia sono state capire la routine e cosa i bambini possono o non fare.kid
Con l’aiuto della loro ex au pair la routine è stata facile da capire ed essendo io una persona molta schematica mi sono fatta una tabella con la settimana tipo scrivendo così tutto quello di cui i bambini hanno bisogno giorno per giorno. Ammetto che ogni tanto mi sono dimenticata qualche cosa (un giorno li ho lasciati senza snack), ma è vero che dagli errori si impara, quindi in una settimana ho impatto tutto alla perfezione e non ho più scordato nulla.
Inoltre, dopo un paio di volte che uscivo di casa senza essere pronta ho capito meglio gli orari della famiglia e mi sono adattata di conseguenza.

Capire invece che cosa i bambini hanno o no il permesso di fare mi ha impiegato più tempo. Questo perché loro escono con le richieste più strane e assurde quando magari siamo soli e non avevo nessuno a cui chiedere. Per farvi un esempio, nei primi giorni i miei kids mangiavano snack quando e come gli pareva, saltando così poi la cena perché non avevano appetito. Io sono sempre stata contraria a tutti questi snack, ma d’altronde non sono nessuno per arrivare in una famiglia e dire: no tu da oggi non mangi più snack. Beh sapete cosa è successo? Un giorno il mio hd è tornato a casa e ha visto che stavo servendo latte e cereali alla mia bambina alle 5 passate. Ovviamente non ha fatto cena, così lui ha detto al tavolo davanti a tutti che dopo le 5 gli snack erano vietati (ammetto che mi sono sentita un po’ in colpa per aver permesso qualcosa che non potevano avere).eat
Beh da quel giorno ho capito che loro se ne erano approfittati perché ero nuova e non conoscevo tutte le regole, così da li in avanti dopo le 5, anche se vengono da me in ginocchio e capricciosi a chiedere di mangiare non ricevono nulla. Vi garantisco che hanno finito cena molto più spesso di prima.
Questo è solo un esempio poiché la stessa cosa è successa con videogiochi e tv.
nel giro di un mese però credo di aver capito più meno come funziona tutto e ora non mi fregano più. Sono io a dire se vuoi questo prima fai questo e il 90% delle volte funziona!
Un’altro “problema” che ho riscontrato, e ho ancora di tanto in tanto, è il farsi ascoltare. Non so dirvi se dipenda dal carattere, dall’età o cosa, ma all’inizio è davvero dura e triste quando dici a un bambino devi fare questo e lui ti ignora del tutto.
Dal momento che il mio inglese è migliorato un pochino, di tanto in tanto, riesco a dirgli devi fare questo perché è dargli la spiegazione di cosa succede se non viene fatto o del perché è giusto farlo così.
Purtroppo questa tecnica non sempre funziona e a volte capita anche che, quando devo proibirgli o sgridarli per qualcosa, visti i problemi di lingua non riesco a farlo troppo bene e mi escono delle frasi sgrammaticaticate che credo diminuiscano la mia credibilità.
E gli host parents? Beh per quanto riguarda me non ho nulla da dire. Sono fantastici e non ho avuto nessun problema con loro. Sono sempre gentili, mi aiutano, mi danno sufficiente tempo libero, ecc…

MAPU
Come ormai tutti ben sapete ho avuto una MAREA di problemi ma come potete notare dal post precedente (che potete vedere qui) il problema principale l’ho avuto con un solo bambino dei due. noAl contrario della famiglia di Susanna, la mia famiglia non era molto rigida, o meglio diciamo che non avevano proprio regole e infatti il primo giorno l’unica regola che hanno dato a me (ma non a loro) è stata quella di non alzare mai la voce con i bimbi.
Non avevo uno schedule quindi era impossibile per me segnarmi le cose da fare su una agenda perchè molto spesso cambiavano all’ultimo e la host mum non me lo comunicava! Ad esempio io sapevo che il giovedi pomeriggio dovevano andare a karatè ma un paio di volte mi è capitato che la host mum mi dicesse 5 minuti prima di uscire (quindi quando i bimbi erano già pronti) che invece quel giorno sarebbero dovuti andare a baseball!! Nulla di male se non che le cose per il karatè non sono le stesse del baseball e una attività era in una città mentre l’altra nell’altra e ci voleva il doppio del tempo!
Inoltre Susa ha avuto un piccolo aiuto da parte della ex au pair che quindi le ha potuto dire le cose fondamentali e ha potuto vedere come lavorava lei, mentre io sono arrivata senza nessuno e addirittura li ho dovuti accogliere il primo giorno DA SOLA senza HOST PARENTS! Ovvero la mamma mi ha detto “ah sei arrivata, tra 2 ore arrivano i bimbi col pullman, li riconosci, sono due e hai visto le foto, tu vai e poi preparagli la merenda”.. immaginate il mio shock..

ULTIMI CONSIGLI
Per quanto riguarda il rapportarsi con la famiglia vi consigliamo di essere sempre sinceri e gentili in modo da avere il giusto supporto di cui avete bisogno.
Se volete un determinato giorno libero, chiedete magari di fare scambio con un altro, prima di organizzare qualcosa chiedere se per loro va bene o è un problema, se fate qualcosa di cui non siete certi dite: ho fatto questo, va bene? O la prossima volta lo devo fare diversamente? Se durante la giornata è successo qualcosa di “strano” coi bambini dite: oggi è successo questo e ho fatto così. Va bene? Consigli su come fare la prossima volta?
Non siate fissati coi soldi: vi pagano vitto, alloggio e spesso benzina e telefono. Susa a volte ha cucinato e ha comprato gli ingredienti con la sua paghetta, oppure ha pagato un giro alle giostrine ai sui kids. Non è sicuramente andata in bancarotta e tutti erano felici.

Le vostre au pairs,
Mapu e Susa

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