Impressioni sui miei giorni alla training school

…come si vivono i giorni in training school?
Partiamo dal fatto che non ho patito affatto il jet leg nonostante il lungo viaggio e poi ero l’unica italiana e questo in verità non mi dispiace affatto perché così sono stata obbligata a parlare inglese.
La cosa che forse mi ha “seccato” un po’ di più di questi giorni è che la gente parlava solo nella sua lingua natia e quindi io non capivo nulla perché le altre au pair facevano gruppo tra di loro.foto 2 (1)
Devo però dire che sono stata piuttosto fortunata con le mie roommates: una ragazza era l’unica della Costa Rica quindi parlava spesso inglese e l’altra anche se era brasiliana non è stata troppo con le sue connazionali. 
Mi sono quindi trovata piuttosto bene, ho avuto compagnia durante il tour, durante i pasti ed in camera no problem!

Per quanto riguarda la sistemazione ho trovato la camera piuttosto pulita e confortevole (detto da me poi che sono fissata con queste cose) tranne per il fatto che ho beccato l’unica camera con il wc rotto… Così la mia prima chiamata è stata segnalare il guasto all’hotel.

Il cibo invece non era affatto male come pensavo, c’erano addirittura le brioches come negli hotel in Italia! Per il resto a pranzo c’era sempre una vasta scelta di cose quindi non ho patito la fame!

Le lezioni, infine, non erano come me le aspettavo (io me le immaginavo tipo croce rossa con un sacco di attività), ma non sono neanche state così noiose! Insomma sebbene a volte mi siano capitati dei momenti di abbiocco pesante il tempo è passato abbastanza in fretta.foto 1 (1)

Insomma considerando tutti i vari fattori un mio giudizio ai giorni in training school potrebbe essere 7,5!

La vostra Au Pair,
Susa

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