I sensi di colpa di un giovane all’estero

Oggi, vorrei riflettere insieme a voi rispetto la decisione di partire, può sembrare semplice e facile ma io penso che invece in alcuni casi possa essere un decisione abbastanza sofferta. Per quanto riguarda noi non abbiamo avuto particolari problemi a decidere di andare via per un anno perchè abbiamo delle motivazioni forti, ma almeno nel mio caso, non vado via a cuor leggero. Chiamarli sensi di colpa forse è leggermente eccessivo, ma di sicuro ci sono dei pensieri fissi che ogni tanto mi rendono un pochino triste.italia-estero-emigrare-vienna-austria-300x226
Innanzitutto questi pensieri riguardano la famiglia:

1. I nonni ormai sono vecchi (hanno tutti più di 90 anni) e un anno è molto lungo, quindi oltre la tristezza nel non poterli vedere per un anno, c’è anche un po’ l’ansia che qualcosa possa succedere (facciamo le corna!)

2. I genitori: prima o poi i piccoli devono volare via dal nido, e su questo non ci piove, però c’è sempre un po’ di tristezza, nel mio caso mi spiace soprattutto per mia mamma che rimane a casa da sola col gatto.. quando tornerò parlerà solo più gattese???

3. Il gatto! Il mio povero becksino, quando tornerò non si ricorderà più di me, e questo mi rende molto molto triste.. ho chiesto a mia mamma se ogni tanto durante le skype session può farmelo vedere, ma lui sarà arrabbiato comunque perché lo abbandono…

Oltre la famiglia mi spiace abbandonare anche gli amici.. è vero non li sto abbandonando ma solo lasciando per un periodo definito e se sono dei veri amici rimarranno tali, però mi spiace perché in molti si laureano quest’anno e io non potrò esserci quindi salterò delle tappe importanti delle loro vite!

A tutti quelli che dicono “Facile scappare dall’Italia, il difficile è rimanere”, beh non è proprio così. Abbandonare il proprio stato, la propria famiglia e le proprie abitudini non è una scelta da fare a cuor leggero. Sia se questa esperienza andrà bene, sia che andrà male comunque ci avrà privato di qualcosa e ci avrà arricchito di altro, e non è detto che quello che guadagniamo sarà migliore di quello che perderemo..

La vostra au pair

Mapu

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4 pensieri su “I sensi di colpa di un giovane all’estero

  1. Gabriele ha detto:

    Tenete anche conto che ormai esistono strumenti come Skype che ormai aiutano molto a contenere, per quanto possibile, la malinconia vostra e dei famigliari/amici.

    Poi, potete sempre organizzare un tour guidato da voi per il paese per tutti i famigliari: secondo me può essere un’ottima occasione per rivedersi tutti! 😀

    Mi sento poi di farvi una domanda: prevedete ora di tornare qualche giorno in Italia o farete la “tirata unica”?

    • chalkandcheese ha detto:

      Si si, di fatti noi useremo Skype, ma difficilmente un computer può sostituire la presenza fisica di una persona! Senz’altro comunque è meglio di niente 🙂
      Pianificare una vacanza è già nei nostri programmi (ci piacerebbe molto capodanno o le vacanze estive), ma sappiamo anche che purtroppo chi non lavora, oppure lavora e guadagna poco, difficilmente può permettersi di sostenere questa spesa! Speriamo comunque che qualcuno venga a trovarci! :p
      Noi pensavamo di fare la cosiddetta “tirata unica” per goderci al meglio e approfittare di tutto quello che l’America può offrirci!

  2. Laura Piscitelli ha detto:

    Ciao! Un anno passa in fretta, ancor più difficile è partire e non sapere se un giorno di tornerà all’ovile…Io sono in Brasile da quasi 3 anni, tristezza e amarezza sono sempre presenti, ma d’altra parte è nostro diretto-dovere cercare un futuro un po’ più degno di essere vissuto anche se il prezzo da pagare spesso è altissimo. In bocca al lupo per la tua esperienza!

    • chalkandcheese ha detto:

      Ciao! Grazie mille e crepi il lupo!Posso chiederti come gestisci la tristezza? Ho sentito di ragazze che si sono lasciate abbattere e non sono riuscite a legare con le persone nel nuovo Stato perchè troppo legate a casa.. Io vorrei evitare mi succedesse quello! In generale non sono una “mammona” e non ho problemi a relazionarmi con gli altri, ma l’ansia prepartenza gioca brutti scherzi!! Tu programmi già un ritorno in Italia oppure ormai ti sei abituata alla nuova vita? Detto questo specifico che sono molto eccitata e felice e non vedo l’ora di partire perchè penso che tornerò cambiata! 🙂

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