Disavventure a Milano

Il 28/02 siamo state a Milano per il visto così ne abbiamo approfittato anche per fare un giro e vedere il concerto degli All Time Low + Blitz Kids.
Vi raccontiamo così tutte le nostre disavventure poiché ce ne sono state proprio tante!

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All Time Low

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Blitz Kids

 

 

 

 

 

A causa del ritardo del treno (più di mezz’ora) arriviamo poco prima delle 8 a Milano Centrale e ci rechiamo quindi al consolato per richiedere il nostro visto.
Il tutto si svolge velocemente e facilmente senza intoppi. Per maggiori informazioni potete leggere il nostro post “RICHIESTA VISTO IN CONSOLATO
Dopo di che ci incamminiamo verso l’ostello che avevamo prenotato per la notte, che non era proprio vicino al consolato, in modo da poter lasciare i nostri bagagli, ricaricare i telefoni, riposarci e poi partire alla volta di piazza del Duomo.
Seguendo il percorso delle mappe dell’iphone probabilmente abbiamo passato quasi tutte le zone più brutte di Milano, perché la gente che abbiamo incontrato per strada non aveva affatto una faccia raccomandabile e le costruzioni delle varie zone sembravano un po’ trascurate. Insomma la “Porta Palazzo” Milanese.

Giungiamo alla fine (dopo circa 1 ora e mezza a piedi e con i bagagli) all’Hotel Salus, dopo aver sbagliato diverse volte strade (molto spesso ci sembrava di essere delle trottole convinte di aver preso una strada giusta ci ritrovavamo per magia sulla parallela) e diciamo al tipo della reception che avevamo fatto una prenotazione fornendogli il foglio che lo attestava.Lui ci comunica che il giorno prima aveva mandato un messaggio a Mapu per informarci che avevano dei problemi con le camere e che quindi la prenotazione era stata annullata.
Ovviamente Mapu non aveva ricevuto nessuna mail, allora lui ci dice che ci avrebbe fatto vedere la mail e dopo 10min che trafficava sul computer dice di aver trovato la prenotazione, ma che la camera che avevamo richiesto non era più disponibile e ce ne poteva fornire una doppia senza bagno allo stesso prezzo scritto sulla nostra vecchia prenotazione. Nel mentre, affianco a noi c’era un signore piuttosto arrabbiato, perché accusava il receptionist di aver subito un furto in camera, così essendo già abbastanza perplesse per il servizio gli comunichiamo che ci saremmo prese del tempo per pensare, visto che il check-in era alle 14.00

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Ci accomodiamo in un parco li vicino per decidere il da farsi e visto quanto era successo non ci fidavamo più a pernottare li non sapendo che cosa sarebbe potuto accadere ed era inutile pagare una camera per dormire per poi non dormire: abbiamo così iniziato a pensare a delle soluzioni su come passare la notte poiché il nostro treno sarebbe partito l’indomani mattina.
La prima opzione era di passare la notte in stazione così abbiamo chiesto ad un vecchietto del posto se rimaneva aperta 24h su 24h e lui ci ha detto di sì. Internet ce lo ha poi confermato dicendo che al massimo chiudeva per la pulizia. Abbiamo anche controllato l’ultimo treno della sera per vedere se magari finito il concerto avremmo potuto prenderlo. 23,18… Poteva essere si come no, lo avremmo scoperto solo al momento.
Per alleggerirci un po’ dei bagagli visto che non abbiamo potuto depositarli, decidiamo di fare pranzo sulla panchina del parchetto sotto una pioggerelina fine e di andare a dire all’hotel che ci saremmo arrangiate diversamente quindi di eliminare pure la nostra prenotazione. Prima di lasciare definitivamente l’hotel chiediamo se possiamo almeno utilizzare il bagno e chiediamo se hanno una mappa cartacea da fornirci (ovviamente non l’avevano e il receptionist si è offerto di stamparla da internet.., ma ci stampa una micro mappa del centro di Milano che non ci è servita a nulla perché c’erano 4 vie!). Approfittando del bagno ci diamo una lavata, svuotiamo le vesciche e ci mettiamo le lenti per la serata.
Intanto Mapu propone di cercare un pub aperto fino a tardi per non rimanere, nel caso, tutta la notte fuori al freddo dato che la stazione di Milano Centrale non è riparata. Susa chiama una sua amica molto ferrata in vita notturna per chiederle se riesce a trovare qualcosa nelle zone a cui siamo vicine e grazie ai suoi contatti ci fornisce due alternative. Un altro problema stava nel fatto che i nostri telefoni non erano del tutto carichi essendo in giro già dal mattino presto e ci servivano le mappe per spostarci. Memore da un esperienza simile susa propone di cercare un bar vicino a Piazza del Duomo (la nostra destinazione successiva) e chiedere di farci ricaricare il telefono.

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Il Duomo di Milano

Durante il nostro tragitto verso Piazza del Duomo decidiamo di fermarci alla stazione a comprare i biglietti del treno nel caso fossimo riuscite al pelo a prenderlo la notte così da non dover rimandare l’acquisto all’ultimo minuto. C’è da dire che saremmo volute arrivare in stazione Centrale ma ogni volta che ci fermavamo a chiedere informazioni le persone ci dicevano “Ah no, a piedi non so come arrivare”, quindi abbiamo avuto fortuna e siamo riuscite a trovare una stazione più vicina (vicina è una parolona.. abbiamo comunque camminato per 1 oretta buona prima di arrivare) dove comprarli.
Appena uscite dalla stazione a Susa viene in mente che nelle biblioteche hanno delle prese per ricaricare i vari apparati degli studenti, così cerchiamo quella, sempre sul nostro percorso, più vicina e ci rechiamo là (dopo più di mezz’ora di camminata) scoprendo che era chiusa. Passiamo allora alla seconda che fortunatamente era aperta. Entriamo, depositiamo i bagagli e ci rechiamo nelle sale quando ci ferma una signora chiedendoci di cosa avevamo bisogno.
Panico totale! Susa ha guardato, con una faccia del tipo O.O Mapu, in quanto la sua mente era completamente vuota e non era riuscita a formulare una frase sensata (non si aspettava minimamente di dover giustificare la sua presenza in una biblioteca). Mapu invece dopo aver tratto un respiro, chiaramente finto per pensare ad una scusa, dice che eravamo li per consultare dei libri per la tesi, ma la signora ci informa che è il giorno sbagliato per la consultazione. Sconsolata e mossa dalla disperazione Mapu dice che abbiamo del nostro materiale e se possiamo sederci comunque per leggere e studiare. La tizia allora ci chiede se abbiamo almeno 16 anni perché se no non potevamo accedere alla sala (vi pare???) e di portare pure un documento e un libro. (COMMENTO MAPU: Ma se un minuto prima ti dico che devo fare la tesi, ti pare che non abbiamo 16 anni? E poi brutta razza di idiota, scusate la scurrilità ma mi sono alterata, ho già una laurea e tra 1 mese prendo la seconda.. ti pare che dimostro 16 anni???)
Sconsolate torniamo a recuperare i nostri bagagli ma per le scale Mapu vede delle prese e illuminandosi dice a Susa “Attachiamoci a queste prese!!!!” ma ovviamente non funzionavano! Ci fermiamo 5min all’interno del deposito bagagli sia per tirare un attimo il respiro che per decidere che dare e pensiamo di entrare nel primo bar e rassegnarci a prendere un tè.

Usciamo e circa 5min dopo incontriamo in via Brera un graziosissimo bar che fa anche cup-cake e dolcetti simili.
Attratte dal profumo entriamo e raccontiamo brevemente al cameriere la nostra disavventura chiedendogli se possiamo ricaricare il telefono per capire come muoverci per tornare a casa. Gentilissimi ci dicono di sì e ci fanno sedere ad un tavolino vicino ad una presa. Essendo già pomeriggio inoltrato, dopo aver fatto merenda, usiamo il loro bagno per prepararci per la serata ma la sensazione era quella di essere delle sfollate che usano i bagni pubblici per disperazione, ma in fondo non avevamo alternative.

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Ormai tristi di aver perso la signing session degli All Time Low che si sarebbe tenuta alla Mondadori in piazza del Duomo procediamo comunque col nostro percorso sperando di vedere almeno il Duomo. (nel frattempo da pioggerellina flebile, è cominciato un’acquazzone)
Una volta giunte, mentre facciamo le foto veniamo fermate da dei vu-cumprà che ci regalano un braccialetto brasiliano e non appena vediamo l’ora ci accorgiamo di avere ancora mezz’ora prima della fine della signing-session, quindi con un barlume di speranza, procediamo verso la Mondadori maaaaaaa ovviamente era la Mondadori sbagliata! Ci indirizzano verso la filiale giusta e tutto di corsa (sbagliando di nuovo strada per la centesima volta) riusciamo ad arrivare al dove si sarebbe svolto l’evento per farci fare finalmente gli autografi!! Finalmente una nota positiva della giornata.

Stanche dalla camminata quasi ininterrotta di 8 ore con i bagagli al seguito, con tutta la calma di questo mondo ci rechiamo verso i Magazzini Generali avendo non pochi problemi a capire come uscire dal groviglio di strade del centro. Dopo una lunga camminata ci mettiamo in coda, dove troviamo ragazzine urlanti e genitori che portavano da mangiare alle bimbe (la nostra sopportazione era quasi a zero); mancavano ancora tre ore all’apertura e noi eravamo stanche morte visto che era tutto il giorno che camminavamo, inoltre pioveva forte ed eravamo di fianco allo scarico del pullman quindi morivamo intossicate ogni volta che accendeva i motori. In coda ; .
Dopo un’estenuante attesa e senza aver mangiato, iniziamo ad entrare così ci fiondiamo dentro per cercare di prendere un posto abbastanza buono per vedere il concerto. Ma… dovevamo passare dal deposito bagagli OBBLIGATORIO e con non pochi problemi, visto che tutti spingevano e rispetto agli altri avevamo delle borse parecchio ingombranti, riusciamo ad arrivare davanti e consegnare il tutto.

Una volta in mezzo alla folla riusciamo a trovare un buon posto, tipo quarta fila, peccato che siamo rimaste appena una 20ina di minuti. Era impossibile stare in mezzo a quella marmaglia!! Degli animali sono più educati. Dai lati e da dietro orde di ragazzi barbari spingevano a destra e manca con gente che non riusciva a stare in piedi e cadeva da tutte le parti. Come diceva quel cartone avevamo un minuscolo spazio vitale e mancava pure l’aria così per disperazione ci siamo spostate a lato dove si stava meglio. (Non pensate che non sappiamo come sia un parterre di un concerto.. entrambe abbiamo visto fior fiori di concerti, ma un grezzume tale non è stato mai sfiorato neanche per nomi importanti!!)
Il concerto è stato molto bello, ma non è mancato litigare con una vecchia zitella di 40anni che spingeva come un ossessa per passare avanti e poi un ragazzo che senza un minimo di rispetto ha dato spintoni a tutti per passare. Non per niente ha ricevuto un pugno.

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Avendo cantato le canzoni una di seguito all’altra, con poche pause, lo show è finito piuttosto presto, così recuperati i bagagli in fretta e furia, sotto il diluvio (perchè ovviamente la pioggia non manca mai) abbiamo raggiunto a passo svelto la metro che si trovava a 20min da noi. In tipo 5min facciamo i biglietti ed entriamo per prenderla in direzione stazione. Prepariamo già i biglietti e non appena usciamo dalla metro ci dividiamo i compiti: una legge il binario e l’altra oblitera. In verità a causa della struttura della stazione facciamo tutto assieme e quando mancano 15min alla partenza del treno saliamo e ci sediamo. ALLELUJA!!
Ancora non riuscivamo a crederci. Dopo un’estenuante giornata correndo a destra e a manca per tutta la città, essere rimaste senza camera per la notte siamo addirittura riuscite a prendere l’ultimo treno della notte per tornare a casa (e finalmente Mapu ha potuto mangiare la sua insalata che tanto bramava!).

Arrivate a Torino però ovviamente i disastri non sono finiti perché alla fermata del tram (ormai era l’01:30) c’era un vecchio pazzo che prendeva a calci un cestino, ma noi, esauste e finite per una giornata cominciata alle 04 del mattino, non gli abbiamo dato retta e siamo andate verso casa.
Vittoria!

Le Vostre Au Pairs
Susa & Mapu

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