Un po’ di storia con gli Oscar 2014

L’86ª edizione della cerimonia degli Oscar si terrà al Dolby Theatre di Los Angeles stasera, il 2 marzo 2014 e a trasmettere la trasmissione negli Stati Uniti sarà il Network ABC (tanto per capirci, il network che ha trasmesso anche Lost, Grey’s Anatomy, Revenge e molte altre serie tv di successo)Official Program of the 85th Academy Awards

Gli Oscar, il cui nome originale è “Academy Awards”, è un annuale cerimonia di premiazione americana volta a onorare i successi cinematografici dell’anno e i vincitori ricevono l’Academy Award of Merit, ovvero “la statuetta”. La prima cerimonia di premiazione è stato trasmessa nel 1953 e vista in diretta in oltre 200 paesi.

Nelle ultime ore rimanenti prima dell’apertura di questa edizione vogliamo rivedere insieme a voi i candidati a “miglior film” dell’anno, non tanto per dare giudizi di merito (non siamo delle critiche cinematografiche, né tantomeno delle esperte) ma per ripercorrere la storia americana attraverso questi capolavori. Da sempre i lungometraggi trattano argomenti e tematiche attuali ma quest’anno, affianco a sceneggiature originali, troviamo molti film che riprendono storie vere, storie di personaggi che, nel loro piccolo, hanno fatto la storia americana. Diverse epoche, diversi ceti sociali e diverse tesi, ma tutti sono uniti dal racconto degli States.

In ordine storico cronologico possiamo iniziare la nostra avventura nella metà del 1800 con il film di Steve McQueen, 12 years a slave, che racconta della storia vera di un afroamericano libero che viveva al nord e che è stato “deportato” negli stati sudisti e reso schiavo per 12 anni. Questo è un tema particolarmente sentito dalla comunità americana poiché è piuttosto attuale: in quest’ultimo anno infatti oltre al capolavoro di McQueen sono usciti altri due lungometraggi inerenti a questa tematica: Lincoln e Django Unchained. Ricordiamo inoltre che gli Stati Uniti ci tengono a commemorare la loro battaglia verso la civiltà e hanno istituito il “Martin Luther King Day” come una festività nazionale in onore dell’attivista e Premio Nobel per la pace Martin Luther King (15 gennaio 1929 – 4 aprile 1968 ) che si celebra il terzo lunedì di gennaio.12 anni
100 anni dopo la situazione americana è completamente stravolta.. non importa più del colore della tua pelle, tutto ciò che conta sono i party esagerati, le feste, i lustrini e il benessere, ma sotto tutto questo aleggia un’ombra di falsità e corruzione: questo è ciò che emerge da American Hustle e The Wolf of Wall Street. Nel primo si fa riferimento a politici e mafiosi corrotti, nel secondo ai nuovi business man degli anni ’80 in cui la Borsa e la finanza cominciavano ad emergere come potenze mondiali. Ma era davvero così la vita in quegli anni? Droga, sesso e sregolatezza sembrano la componente fondamentale anche in Dallas Buyers Club, un dramma ambientato sempre in quegli anni. Il protagonista Ron Woodroof però capirà che il lusso non è per tutti e dovrà fare i conti con i suoi pregiudizi se vuole salvarsi e continuare a vivere. Alla fine degli anni ’80 infatti il fenomeno dell’HIV continuava a crescere: la storia dell’epidemia di HIV/AIDS viene solitamente fatta iniziare nel 1981 quando fu riconosciuta l’esistenza di una nuova malattia in alcuni pazienti negli Stati Uniti anche se in realtà l’infezione esisteva già da molti anni ma era stata sempre scambiata per altro. In quest’ultimo lungometraggio si ritrova il tema della vita/sopravvivenza che riscontriamo anche in 12 anni schiavo: entrambi i protagonisti lottano con tutte le forse per non cedere e continuare a vivere dignitosamente.
L’ultimo lungometraggio candidato Captain Phillips – Attacco in mare aperto è tratto da una storia vera è molto vicino a noi in termini cronologici, infatti narra dell’assalto della nave portacontainer americana Maersk Alabama nel 2009 in cui il capitano hilips fu tenuto in ostaggio 4 giorni.

Dopo questo excursus storico gli altri film candidati sono sceneggiature originali legate ad alcune tematiche particolari:
Lei (her) ha secondo noi il tema più attuale infatti parla della storia d’amore tra un uomo e una voce di un computer, molto sensuale in quanto interpretata da Scarlett Johansson ma sempre di una macchina. Questo film non vuole mettere in cattiva luce l’uso della tecnologia ma usa questo strumento per narrare da una parte la fine di un amore, e herdall’altra la nascita di un altro. Con Nebraska possiamo esplorare finalmente un “on the road” provinciale in quanto racconta la storia di un viaggio padre figlio nel centro degli States dal Montana al Nebraska. Philomena è la storia di una madre che ricerca il figlio dopo tanti anni ed è basata su una storia vera: negli anni ’50 molte erano le ragazzine che venivano ripudiate dai genitori per essere rimaste incinte, ed è proprio quello che è successo a Philomena. Le tematiche principali sono quindi il dolore per aver perso un figlio e la grande spiritualità di questa donna che è riuscita a non perdere la fede anche dopo mille disgrazie e le cattiverie subite.
E infine l’unico candidato che racconta una storia di fantascienza è Gravity (con il bellissimo GEORGE CLOONEY)dove l’uomo si scontra con l’infinità del cosmo e quest’ultimo diventa un luogo di riflessione.

E voi li avete visti? Vi sembrano tematiche attuali? Quale vi è piaciuto di più?? Fateci sapere

Di seguito trovate spiegate le trame in maniera più dettagliata!!

12 anni schiavo, regia di Steve McQueen: Nel 1841, prima della guerra di secessione, Solomon Northup, talentuoso violinista di colore, vive libero nella contea di Saratoga (New York) con la moglie e i figli. Ingannato da due falsi agenti di spettacolo, viene rapito, privato dei documenti e portato in Louisiana, dove rimarrà in schiavitù fino al 1853, cambiando per tre volte padrone e lavorando principalmente nella piantagione di cotone del perfido schiavista Edwin Epps. Dopo 12 anni Solomon riesce finalmente a liberarsi e tornato a casa riabbraccia la moglie e i figli ormai adulti. Prima dei titoli di coda veniamo informati della sua inutile battaglia legale contro i rapitori, come dell’impegno abolizionista che contraddistinse gli anni successivi alla drammatica esperienza.

American Hustle – L’apparenza inganna,regia di David O. Russell: Ambientato tra il 1974 e il 1978, il film tratta le vicende dell’operazione Abscam, il vero nome di un’operazione dell’FBI che incastrò alcuni membri del congresso con l’aiuto di una coppia di noti truffatori. Il bureau, infatti, si avvale dell’aiuto dei truffatori Irving Rosenfeld e Sydney Prosser, che per anni avevano guadagnato promettendo a persone disperate cifre grosse in cambio di cifre piccole senza mai corrispondere nulla. I due si trovano, loro malgrado, a lavorare a fianco dell’agente federale Richie DiMaso per incastrare una serie di politici e mafiosi, tra cui Carmine Polito, l’imprevedibile sindaco della povera città di Camden, in New Jersey. Tra tradimenti e colpi di scena, a rovinare la festa è la devastante e (apparentemente) innocua presenza della vera moglie (con cui condivide anche un figlio) di Irving, Rosalyn, viziata casalinga fonte di molti guai.

The Wolf of Wall Street, regia di Martin Scorsese: 1987: Jordan Belfort inizia la sua carriera come apprendista broker a Wall Street ma il giorno stesso della sua assunzione, però, si verifica il cosiddetto lunedì nero che causa il suo immediato licenziamento. Grazie al suo stile aggressivo Jordan riesce ben presto a tornare in carreggiata e a riprendere la sua carriera di broker, ottenendo guadagni sempre maggiori decidendo di fondare un proprio studio e arruolando diversi malviventi medio-borghesi, in particolare spacciatori di droga.
Dietro l’apparenza rispettabile c’è in realtà un complesso giro di truffe, che consente agli impiegati di guadagnare tantissimi soldi su ogni commissione.

Dallas Buyers Club, regia di Jean-Marc Vallée: Il film si svolge fra il 1985 e il 1988 in Texas ed è ispirato ad una storia vera. Il rude texano Ron Woodroof conduce una vita sregolata a base di alcool, droga e sesso; proprio a causa di un rapporto sessuale non protetto contrae l’HIV e gli vengono dati trenta giorni di vita. Inizialmente l’uomo non accetta la diagnosi, poiché è omofobo e pensa che la malattia sia collegabile solo all’ambiente gay e l’uomo perde presto il lavoro e tutti i suoi amici, anch’essi omofobi.
Mentre cerca di curarsi conosce Rayon, un transgender tossicodipendente e sieropositivo, verso il quale si dimostra ostile ma accetta di formare con lui una società, il Dallas Buyers Club, in cui gli cui iscritti pagano una retta di 400 dollari per avere tutte le medicine di cui hanno bisogno, in quanto era molto difficile procurarsi le medicine giuste legalmente. Dopo la morte dell’amico Ron intenta una causa contro l’FDA sulla base del fatto che la medicina è stata dichiarata non tossica ma ancora non è stata approvata. Il giudice si dimostra d’accordo con lui ma non è in grado di cambiare la legge; tuttavia gli sforzi dell’uomo costituiranno un precedente e ben presto ogni paziente sarà in grado di curarsi come desidera. Ron Woodroof, come recita la tagline finale del film, morirà il 12 settembre 1992, ben sette anni dopo una diagnosi di terminalità fissata a circa un mese di vita.

Captain Phillips – Attacco in mare aperto, regia di Paul Greengrass: Il 28 marzo 2009, Richard Phillips, capitano della nave portacontainer Maersk Alabama, lascia sua moglie ed i suoi figli nel Vermont per prendere parte ad una spedizione umanitaria al largo del Corno d’Africa per il World Food Programme. Il 1º aprile la nave Maersk Alabama, con a bordo Phillips e 20 membri dell’equipaggio, parte così dal porto di Salalah (Oman) alla volta di Mombasa (Kenya) per distribuire cibo e mezzi agricoli alla popolazione del terzo mondo.
L’8 aprile 4 pirati somali irrompono sul ponte di comando e prendono in ostaggio Phillips e i suoi colleghi; la Casa Bianca vuole optare una soluzione pacifica per salvare il capitano Phillips prima che la scialuppa raggiunga la Somalia ma non riuscendoci il 12 Aprile una squadra del DEVGRU appartenente ai Navy SEALs riuscì a uccidere 3 pirati, determinando la cattura dell’ultimo pirata superstite e il salvataggio del capitano Richard Phillips. Nei titoli di coda appaiono alcune didascalie dove è descritto il rientro in patria di Phillips avvenuto il 17 aprile e la condanna a 33 anni del pirata Abduwali Muse appena consegnato negli Stati Uniti d’America, dove sconta la sua pena nel carcere di Terre Haute. Solo il 25 luglio 2010 Phillips tornerà in mare, meno di tre mesi dopo aver pubblicato la sua autobiografia Il dovere di un capitano.

Lei (Her), regia di Spike Jonze: Theodore Twombly è un uomo solo e introverso che scrive lettere d’amore per le persone con difficoltà a esprimere i propri sentimenti. Infelice per il divorzio con cui si separerà dalla sua compagna sin dall’infanzia, Catherine, Theodore acquista un sistema operativo parlante che sfrutta l’intelligenza artificiale, progettato per adattarsi ed evolversi.
Il protagonista rimane affascinato dalla sua abilità di apprendere e di crescere psicologicamente. I due instaurano un legame sempre più forte, parlando di vita e di amore. (su questo non posso dirvi di più in quanto in Italia non è ancora uscito e non vogliamo rovinarci il finale andando a leggere su qualche sito la trama completa)

Nebraska, regia di Alexander Payne: Woody Grant è un vecchio padre di famiglia alcolizzato che crede di aver vinto un milione di dollari grazie ad un concorso della Mega Sweepstakes Marketing. Decide così di mettersi in viaggio, dal Montana al Nebraska, a piedi. Suo figlio David, dopo vari tentativi di dissuaderlo, decide di accompagnarlo in macchina, lasciandogli credere che il fruttuoso premio sia reale. Sua moglie Kate è contraria al viaggio, ma accetterà di venire nella cittadina in cui viveva prima dove il marito e il figlio hanno fatto sosta prima di raggiungere la città di Lincoln. Per l’occasione ci sarà una rimpatriata di famiglia. Dopo che la falsa notizia della vincita si è diffusa, i vecchi amici e alcuni parenti inizieranno a pretendere dei soldi da Woody, ma quando scopriranno che la vincita è fasulla lasceranno perdere. Arrivato a Lincoln, Woody chiede di riscattare il premio ma verrà confermato che non è lui il vincitore, e quindi tornerà a casa con David, che gli compra un furgone nuovo (come il padre desiderava). Dopo il viaggio il rapporto tra il padre e il figlio è notevolmente rafforzato.

Philomena, regia di Stephen Frears: Irlanda 1952. Philomena resta incinta da adolescente. La famiglia la ripudia e la chiude in un convento di suore a Roscrea. La ragazza partorirà un bambino che, dopo pochi anni, le verrà sottratto e dato in adozione. Nel 2002 Philomena non ha ancora rinunciato all’idea di ritrovare il figlio per sapere almeno che ne è stato di lui. Troverà aiuto in un giornalista che è stato silurato dall’establishment di Blair e che accetta, seppur inizialmente controvoglia, di aiutarla nella ricerca. Gli ostacoli frapposti dall’istituzione religiosa saranno tanto cortesi quanto depistanti ma i due non si perdono d’animo.

Gravity, regia di Alfonso Cuarón: Gli astronauti Stone e Kowalsky lavorano ad alcune riparazioni di una stazione orbitante nello spazio quando un’imprevedibile catena di eventi gli scaraventa contro una tempesta di detriti. L’impatto è devastante, distrugge la loro stazione e li lascia a vagare nello spazio nel disperato tentativo di sopravvivere e trovare una maniera per tornare sulla Terra.

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