Rivolgersi ad un’agenzia: WEP

Susa: Un giorno per caso stavo girando su internet e ho visto che Mapu era iscritta ad un gruppo su facebook chiamato “Goodbye Mamma”: il gruppo racconta di storie ed esperienze di gente che vive o ha vissuto all’estero, gli utenti sono molto attivi quindi consiglio vivamente di iscriversi non solo per avere info come au pair, ma anche se desiderate avere info in generale sull’estero. Mi sono subito iscritta e ho chiesto maggiori informazioni su questo programma au pair. Mi hanno risposto in molti e in tanti mi hanno suggerito un agenzia e non internet, io mi ero iscritta su internet e non in agenzia per paura di incorrere in costi esorbitanti da non potermi permettere, visto che i miei genitori non avrebbero pagato nulla per me e avrei dovuto usare i miei risparmi.
Ho sfogliato i vari siti delle agenzie che mi erano state consigliate e alla fine ho trovato la WEP.wepIl sito è fatto molto bene, scritte grande, tante foto, colori, pochi ma semplici pulsanti. La sezione Au Pair dice che il programma costa solo 190€ quindi incuriosita dalla convenienza e dalla vicinanza a casa ho deciso di mandare una mail.
Ho chiesto conferma dei requisiti, del prezzo, che cosa era incluso e cosa era escluso.
Nel giro di un paio di giorno mi ha riposto V. Mi ha mandato un informativa completa di tutto:

Cara Susanna,
Il programma è riservato alle ragazze dai 18 ai 26 anni che hanno almeno 600 ore di esperienza con i bambini (baby-sitting, animazione…).
puoi scegliere tu quando partire, ma la ricerca della famiglia è piuttosto lunga e devi essere molto flessibile sulla data di partenza.
L’iscrizione dobbiamo riceverla almeno 4 mesi prima della partenza.

Ecco ciò che contraddistingue questo programma:
Biglietto aereo: Il biglietto aereo A/R per gli Stati Uniti sarà offerto gratuitamente alle partecipanti. Le partenze sono programmate una volta al mese.
Visto per gli USA (J1): I nostri corrispondenti locali sono autorizzati ad organizzare i programmi alla pari dal governo americano e questo significa che entrerai in America con un visto specifico per il lavoro alla pari.
Assicurazione medica: Questa polizza assicurativa copre le spese mediche negli USA e risponde sia ai criteri che alle esigenze imposte dal governo americano nell’ambito del programma Au Pair.
Quattro giorni di orientamento: Al tuo arrivo negli USA parteciperai a una sessione informativa che si terrà in una delle principali città americane (ad esempio Washington). Durante questo incontro avrai modo di familiarizzare con: le differenze culturali, il sistema educativo americano, gli interventi di pronto soccorso ai bambini (infant/childcare safety corse) e le varie situazioni che le ragazze alla pari possono trovarsi ad affrontare. Al termine di questi 4 giorni di orientamento raggiungerai la famiglia a cui sei stata assegnata in qualità di ragazza alla pari. Il trasferimento (solo andata) sarà preparato dall’organizzazione americana.
Coordinatori del programma: Le mansioni dei coordinatori sono: visitare, intervistare e selezionare le famiglie ospitanti • prendere contatto con le ragazze au pair all’arrivo, incontrarle regolarmente, assisterle durante il soggiorno • organizzare attività con altre ragazze alla pari della zona.
Compenso e vacanze: Riceverai per il tuo lavoro un compenso di circa 190 US$ alla settimana per 51 settimane e almeno due settimane di ferie pagate. Ogni settimana avrai diritto ad un giorno e mezzo libero ed ogni mese ad un week end libero.
Corsi: Riceverai anche un contributo di circa 500 US$ per iscriverti ad un corso a tua scelta in una scuola locale per tre ore alla settimana, durante il periodo scolastico.
Tredicesimo mese per viaggiare: Se lo desideri, alla fine dell’anno di lavoro come ragazza alla pari in America, avrai la possibilità di rimanere ancora un mese per viaggiare alla scoperta di questo splendido Paese.
Sicurezza e assistenza: Il nostro corrispondente locale si assicura che le ragazze che vengono selezionate per il programma siano ben preparate e che ricevano l’assistenza dei coordinatori locali (APC); avranno anche un numero di emergenza 24/24h.
Se hai piacere di fissare un appuntamento, possiamo incontrarci presso i nostri uffici di Torino.

Io però non ero ancora convinta così ho accettato e ho preso l’appuntamento presso di loro. L’agenzia è molto grande ha due piani, è colorata e confortevole, non il classico ufficio noioso.
Durante l’incontro ho conosciuto V. una ragazza giovane simpatica e disponibile. Le ho spiegato tutti i miei dubbi ovvero che i soldi erano i miei risparmi e quindi volevo sapere esattamente cosa era incluso e cose dovevo pagare a parte. Lei è stata sincera mi ha detto che a parte c’erano: il passaporto, il visto, dei documenti extra che dovevo procurarmi e alcuni pasti dei primi giorni a New York (insomma io ho calcolato di farcela con 500€ e avere tutto dalla A alla Z) le ho spiegato la mia necessità di partire tra febbraio e marzo perchè avrei finito di lavorare a fine dicembre e non volevo rimanere a casa senza lavoro perché i miei risparmi non mi sarebbero bastati all’infinito e non potevo usare il mio “fondo americano” per pagare di nuovo l’assicurazione della macchina che scadeva a fine marzo e nemmeno un nuovo abbonamento del pullman. Mi ha detto che non c’erano problemi perché eravamo a fine settembre e che se passavo il test di inglese il tutto dipendeva da quanto tempo avrei impiegato io a fare il profilo nel sito del loro partner AuPairCare.aupaircareUn’altra cosa di cui ero preoccupata erano le ore da certificare, 600 erano molte e io non avevo un esperienza di baby sitting a tu per tu con famiglie tranne con mio fratello, ma in compenso avevo alle spalle tre anni di animazione e tante attività svolte con la croce rossa dal 2006. Mi ha detto che andava bene se trovavo chi mi avrebbe certificato le ore poiché era un requisito assolutamente fondamentale da soddisfare
L’ho ringraziata per tutte le informazioni e le ho detto che le avrei scritto via mail se ero decisa a partecipare al programma dopo essermi accertata che i miei contatti mi avrebbero certificato le ore.

Le Ore seguenti le ho passate meditando se iscriversi ad un agenzia fosse la decisione più saggia. Alla fine mi sono convinta. L’America è un posto molto lontano. Se trovo una fregatura quando sono la con che soldi torno a casa? Con loro invece avrei firmato un contratto. Certo era vincolante per me, ma anche loro si impegnavano ad offrirmi dei servizi. Se ho dei problemi con la famiglia chi mi aiuta? Loro hanno un referente sul posto, qua a Torino e un numero di emergenza. Se la famiglia mi tratta male cosa faccio? Le famiglie che si scrivono sono selezionate tanto quanto noi au pair e in caso di problemi che non si possono risolvere il loro referente in America mi assegna ad un’altra famiglia. Il partner è affidabile? Si loro sono un agenzia e per tanto il loro partner AuPairCare è una vera agenzia regolare riconosciuta dal governo americano per questi scambi interculturali. Se fosse una truffa? Si ho pensato anche a questo e mi sono risposta che in fondo erano solo 190€ quindi se ci perdevo qualcosa non erano troppi soldi. Ammetto mi sarebbe scocciato non poco visto che erano i miei risparmi, ma se andava tutto bene allora a guadagnarci ero io. Convinta di tutto Il giorno seguente ho contattato i miei coanimatori dell’epoca e ho chiesto all’ispettrice di croce rossa se mi certificava le ore. Dopo un sì da parte di tutti ho scritto a V. che ero pronta e decisa a partecipare al programma.
V. mi ha mandato l’IBAN, ho fatto il primo versamento di 90€ e subito ho fissato il colloquio in inglese presso di loro perché non vedevo l’ora di iniziare.
Ora WEP era la mia agenzia!

Mapu: Non appena Susa mi ha detto che il costo dell’agenzia era solamente 190 euro.. non ci credevo!!! Mi si è aperto un mondo! Mi piace viaggiare e ho avuto la fortuna di visitare molti posti in Europa ma gli Stati Uniti sono proprio un’altra cosa! Tutti i telefilm e i film che guardo sono ambientati li e in un secondo ho subito pensato “IO DEVO ANDARE”. Ovviamente ci sono altre cose da valutare in questa scelta.. secondo me le domande giuste da porsi sono:
1. mi piacciono i bambini?
2. Ho esperienza?
3. Posso resistere alla nostalgia di casa?
4. Posso adattarmi alle regole di un’altra famiglia?
Mi sono posta queste domande e mi sono risposta un grosso: SI! Quindi ho mandato subito un mail alla WEP per fissare il primo incontro (che è stato uguale e quello di Susanna) e subito dopo il giorno del colloquio.

Ad oggi sappiamo che i requisiti sono leggermente diversi. Quindi non abbiate paura di scrivere all’agenzia: http://www.wep.org/

Le Vostre Au Pairs
Susa & Mapu

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